Per 150 famiglie di agricoltori di Alcarràs, in Spagna, il letame animale rappresenta da tempo una sfida pratica. Ora, grazie all’introduzione del processo di upgrading del biogas, lo stesso materiale sta aprendo una nuova strada verso la produzione di biometano e la creazione di valore aggiunto per la cooperativa.
Ad Alcarràs, il letame non manca certo.
La zona è una delle regioni europee con la più alta densità di allevamenti, con grandi volumi di liquami e letame prodotti ogni anno. Per le singole aziende agricole a conduzione familiare, gestire tali volumi in modo efficiente è difficile. Questa sfida è stata uno dei motivi per cui gli agricoltori locali hanno iniziato a collaborare alla ricerca di una soluzione comune.
Oggi, Alcarràs Bioproductors riunisce circa 150 famiglie di allevatori in un modello cooperativo progettato per gestire e trasformare i residui agricoli in modo più efficace. L’organizzazione descrive il proprio obiettivo come la ricerca di nuovi modi per massimizzare il valore del letame, sostenendo al contempo sia la comunità agricola locale che l’ambiente.
Quello che era iniziato come un problema di gestione del letame si è gradualmente trasformato in qualcosa di più ampio.
La cooperativa ha sviluppato il compostaggio, la digestione anaerobica e la produzione di biogas, creando un sistema circolare in cui i residui zootecnici potessero essere trasformati in energia rinnovabile e prodotti fertilizzanti.
E ora, grazie al ravvivamento del biogas, il gas stesso può fare di più.
Utilizzare il gas naturale rinnovabile per creare valore
La digestione anaerobica ha già offerto ad Alcarràs Bioproductors un modo per ricavare energia dal letame animale.
All’interno dell’impianto, il materiale organico viene scomposto in assenza di ossigeno, producendo biogas e digestato come parte del processo. Il biogas può essere utilizzato come fonte di energia rinnovabile per alimentare un motore di cogenerazione finalizzato alla produzione di energia elettrica, mentre il digestato conserva sostanze nutritive che possono essere reimmesse nel ciclo agricolo. Alcarràs Bioproductors descrive questa combinazione come parte del proprio modello circolare più ampio volto a trasformare i rifiuti in risorse utili.
Inizialmente, il biogas veniva utilizzato per la generazione di energia elettrica.
Per Alcarràs Bioproductors, la domanda successiva era se il gas potesse essere trasformato in un prodotto energetico di maggior valore e utilizzato in modo diverso, il che richiedeva una fase aggiuntiva.
Il passaggio dalla produzione di biogas a quella di biometano
Per consentire il passaggio dall’uso convenzionale del biogas alla produzione di biometano, Alcarràs Bioproductors ha scelto la tecnologia di upgrading del biogas UPG-MS di Biogasclean.
La soluzione è stata adattata alle esigenze operative dell’impianto e supportata dal team tecnico di Biogasclean in Spagna. Secondo le informazioni sul progetto fornite da Biogasclean, l’impianto invia al sistema di upgrading una portata media di biogas di circa 500 Nm³/ora.
Il principio tecnico è semplice.
Durante la valorizzazione del biogas, l’anidride carbonica e altri componenti indesiderati vengono rimossi dal biogas grezzo, aumentando la sua concentrazione di metano. Il risultato è il biometano, che presenta una gamma di potenziali utilizzi molto più ampia rispetto al biogas non trattato.
Per Alcarràs, ciò amplia le opzioni disponibili.
L’impianto non è più limitato all’utilizzo del proprio biogas per la produzione di energia elettrica. Il gas può anche essere valorizzato in biometano e compresso come Bio-CNG, creando un’ulteriore possibilità di utilizzo e commercializzazione dell’energia già prodotta dal letame del bestiame.
La flessibilità è più importante della tecnologia in sé
Tale flessibilità è fondamentale per il progetto.
La materia prima non è cambiata. La cooperativa continua a utilizzare lo stesso letame proveniente dagli allevamenti della zona circostante.
Ciò che è cambiato è l’utilizzo che si può fare del gas così prodotto.
Secondo la descrizione del progetto, il biometano può ora essere compresso e trasportato per essere immesso nella rete locale del gas tramite il punto di immissione centrale Cycle0. Ciò offre ad Alcarràs Bioproductors un’ulteriore potenziale fonte di reddito, oltre al valore già generato dal biogas e dal digestato, e fa sì che l’ubicazione rurale dell’impianto non rappresenti un problema.
Per Santi Pelegrí di Alcarràs Bioproductors, la possibilità di passare da un utilizzo all’altro del gas è stata una delle ragioni principali alla base del progetto:
“La soluzione di upgrading del biogas UPG-MS di Biogasclean è stata adattata alle nostre esigenze, garantendoci la flessibilità e l’affidabilità di cui abbiamo bisogno. La possibilità di passare dall’utilizzo del biogas all’upgrading del biometano apre un’importante fonte di ricavi per la nostra cooperativa e il solido supporto operativo che abbiamo ricevuto ci dà la certezza di poter mantenere un’elevata disponibilità.”
Il punto non è semplicemente che l’impianto sia ora in grado di produrre biometano.
È piuttosto che l’ammodernamento offre alla cooperativa maggiori possibilità di scelta su come utilizzare l’energia rinnovabile contenuta nel letame.
Si sta delineando un sistema circolare più ampio
Il biometano è solo una parte del sistema in fase di sviluppo ad Alcarràs.
Il modello più ampio della cooperativa combina il compostaggio, la produzione di biogas e un “biohub” volto a creare ulteriore valore dai residui agricoli. Le informazioni pubbliche fornite da Alcarràs Bioproductors descrivono il sito come un luogo in cui è possibile sviluppare nuovi utilizzi per i sottoprodotti e applicazioni nel campo della bioeconomia, parallelamente alle attività esistenti di compostaggio e produzione energetica.
Anche il digestato prodotto durante la digestione anaerobica rimane una parte importante di tale approccio circolare.
Alcarràs Bioproductors afferma che il materiale può essere utilizzato in ambito agricolo poiché conserva nutrienti prontamente disponibili, tra cui l’azoto. In questo senso, il processo non riguarda solo la produzione di energia, ma anche il mantenimento dei nutrienti in circolo all’interno del sistema agricolo.
Per gli agricoltori coinvolti, questo è un aspetto importante.
Da un problema locale a un modello riconosciuto
Questo approccio ha inoltre suscitato un ampio interesse.
Nel 2026, Alcarràs Bioproductors è stata proclamata vincitrice della categoria agroindustria nell’ambito dei premi PITA 2025, assegnati dal Governo catalano.
Il premio ha riconosciuto il sistema di bioeconomia circolare della cooperativa, che trasforma il letame animale in energia rinnovabile e fertilizzanti biologici di alta qualità.
La cooperativa non sta modificando la natura fondamentale delle proprie attività agricole, ma sta cambiando ciò che è possibile ricavare dalle risorse già prodotte da quelle aziende agricole.
La stessa materia prima, con più possibilità
Alcarràs Bioproductors produceva già energia rinnovabile prima dell’aggiunta del sistema di upgrading.
Con l’integrazione della produzione di biometano nel sistema, Alcarràs può andare oltre la semplice generazione di energia elettrica e creare un altro prodotto gassoso rinnovabile a partire dal materiale che già transita nell’impianto.
Il ruolo di Biogasclean in questa transizione è volutamente pratico: fornire un sistema di upgrading adatto all’impianto, supportarne il funzionamento e offrire alla cooperativa la flessibilità necessaria per utilizzare il proprio gas in modi diversi.
Per un gruppo di agricoltori che inizialmente si era riunito perché aveva bisogno di un modo migliore per gestire il letame, si tratta di un cambiamento significativo.
La materia prima non è cambiata. Ciò che è cambiato è ciò che ora possono ricavarne.


